Il diacono


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È necessario che anche i diaconi, quali ministri dei misteri di Gesù Cristo, siano accetti a tutti in ogni cosa: non sono infatti ministri di cibi o di bevande, ma della Chiesa di Dio [...] tutti rispettino i diaconi come Gesù Cristo, onorino particolarmente il vescovo, che è immagine del Padre, e i presbiteri quale senato di Dio e assemblea degli apostoli. Senza di essi non si può parlare di chiesa.
D
alla "Lettera ai cristiani di Tralle" di sant'Ignazio di Antiochia, vescovo e martire







La grandezza dell'opera che dobbiamo testimoniare va ben oltre il potere del linguaggio umano. Questo genera, allora, difficoltà nel parlarne, ma è anche motivo per non tacere (Leone Magno).
Esempio altissimo di sintesi armonica tra fede e ragione che rendono impacciato il linguaggio. Eppure la sua stessa grandezza e bellezza ci spingono a non tacere. Il diacono vive di questo mistero che deve vivere ed annunciare.
Abbiamo scelto di penetrare l'orizzonte della fede, lo abbiamo fatto con il timore di inoltrarci in un mare sconfinato con una piccola imbarcazione, quella della propria ragione; siamo consapevoli che dentro ognuno di noi c'è la sete di conoscenza, il richiamo della verità che si rivela e illumina, c'è il desiderio di comunicare agli altri ciò che si è visto e udito. Rispetto, umiltà, silenzio ma anche coraggio, ricerca, testimonianza: sono questi i due impulsi dell'anima del diacono. Un grande teologo, il vescovo san Giovanni Crisostomo, diceva: "
Cristo ci ha lasciato sulla terra per essere fiaccole che illuminano, fermento della pasta, angeli tra gli uomini, adulti tra i bambini, uomini spirituali in mezzo a uomini carnali, per conquistarli, per essere seme e portare frutti abbondanti".
Buon cammino…



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